Alaska on the road: L’ultima frontiera

L’Alaska è stato uno dei sogni da viaggiatori fin dai tempi dell’infanzia. Negli Stati Uniti sono di casa ormai – dopo l’estate del 1992, l’on the road di un mese del 2005 dalla California alla Louisiana, il Ringraziamento del 2015 tra New York e Tennessee – e “l’ultima frontiera” resta la tappa speciale insieme al Tibet del mio giro del mondo. Otto ore di volo da Toronto e poi il batticuore dopo l’arrivo all’aeroporto di Anchorage.

Aspetto l’alba, fuori ci sono una manciata di gradi. Avvisto finalmente il van con cui percorrerò 1.200 chilometri andata e ritorno nel giro di una settimana tra Anchorage e Fairbanks. I miei compagni di viaggio sono alcuni ragazzi provenienti dalla Louisiana, Missouri e North Carolina che trascorreranno i prossimi mesi a lavorare come stagionali nel Parco del Denali.
La simpatica Shandricka di New Orleans mi riporta laggiù sul Mississippi dove coronai il sogno di incontrare B. B. King e Allen Toussaint.

Paul, il driver, è sbarcato in Alaska quando era piccolo per seguire insieme alla famiglia suo padre militare dell’aviazione americana: ha visto nascere il primo McDonald’s, il primo Hard Rock Cafe. Gli Alaskiani possono risultare scontrosi e scorbutici al primo impatto, ma quando si aprono diventano delle persone delizione.
Man mano che i chilometri aumentano, mi sembra di conoscere Paul da sempre, lui che per una vita ha lavorato anche come pescatore nel Golfo di Alaska. Ha una voce radiofonica e mi racconta di quando aveva lavorato in una piccola radio locale.

A guidarmi per 300 chilometri c’è Valery, arzilla driver di 70 anni che nel 1989 aveva creato insieme al defunto marito  questa piccola società, grazie alla quale tutti i giorni auto e mini van si spostano lungo una parte dell’Alaska per trasportare persone. Mi sembra di essere finito su un altro pianeta, il paesaggio cambia sfumature e contorni e tutte queste storie raccolte mi preparano ad affrontare una delle tappe più avvincenti del mio giro del mondo.

I racconti di Valery al volante mi fanno compagnia in questa lungo giro e, quando attraversiamo il piccolo villaggio di Nenana, mi sembra di essere finito in una zolla del vecchio West. L’immaginazione non avrebbe potuto raccontare ciò che ho vissuto e visto con i miei occhi. Il mio viaggio è appena cominciato, qui dove c’è l’ultima frontiera del Nordamerica.

Per l’amante della natura selvaggia, l’Alaska è uno dei più bei paesi al mondo. (John Muir)

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