Giancarlo Berardi, Genova per noi

Rosario PipoloIn pochi sanno che sei prima di tutto uomo di teatro. Giancarlo Berardi, il legno del palcoscenico ci toglie di dosso quella svogliatezza che vorrebbe farci vivere con ossessione la vita come attaccamento agli oggetti, senza pensare che sono gli uomini e le loro storie il motore della vita.

Genova per noi, Giancarlo Berardi, perché le tue storie sono state scialuppe di salvataggio per la mia generazione, condannata al naufragio sull’isola del riflusso. Oltre la linea dell’orizzonte che separa il mare dal cielo di Genova non c’è solo il viaggio dei naviganti Faber & Pagani tra le onde di Creuza de ma. Ci sono le praterie che sconfinano nella frontiera del Western, ci sei tu nascosto sotto i panni di Ken Parker.

Genova per noi, Giancarlo Berardi, perché il compianto Sergio Bonelli ebbe ragione a dirmi che dentro “ogni storia a fumetti c’è la vera anima dello sceneggiatore”, appiccicandomi addosso la medaglia perché per lui un bravo giornalista giovane si riconosceva dalle domande intelligenti.

Genova per noi, Giancarlo Berardi, perché c’era un’altra prospettiva attraverso cui guardare il gioco della vita, scendendo dalla diligenza di Ombre Rosse di John Ford. Era sul viale del tramonto che fece di Soldato blu e del cinema western crepuscolare l’ultima scorciatoia per vivere con realismo l’amara finzione del giocare a soldatini e indiani.

Genova per noi, Giancarlo Berardi, a te che sei stato lo sceneggiatore di fumetti che sparò a Liberty Valance, liberandoci dalle asfissianti catene che volevano il western a fumetti recintato nel mondo di Tex Willer. Oggi sei tra i pochi in Italia a godere il privilegio di essere penna del presente che guarda al futuro senza il piagnisteo nostalgico dei tempi andati. Si scrive anche per difendere la coscienza civile.

Genova per noi, Giancarlo Berardi, mentre attraverso Via Del Campo come se fossi Ken Parker che incrocia Julia e ne riconosce la sua Audrey. L’amore ci rende liberi ad ogni svolta della vita. Questa non è lucida follia.

Ho percorso chilometri di sogni per imparare ad amare ed essere migliore. La strada me l’hai spianata tu.

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