In farmacia: il raggiro Novartis-Roche ai danni delle tasche della salute

Rosario PipoloLa buon’anima di nonno Pasquale sbraitò una trentina d’anni fa in una farmacia di Napoli ed io ne fui testimone: “Un giorno le case farmaceutiche ci faranno a pezzetti”. Oggi il nonno non resterebbe stupito se sapesse dello scandalo Avastin, che ha coinvolto l’allegra brigata Roche e Novartis. La notizia fa rumore e finisce spiaccicata ovunque su Google, tanto che si meriterebbe un bel “doodle”.

Morale della favola: colossi farmaceutici pappa e ciccia ai danni di noi consumatori. Con il raggiro truffaldino è stato fatto lo sgambetto a un farmaco di Avastin decisamente “meno costoso” di quello di Lucentis per curare la maculopatia. Basta la multa dell’Antitrust di 180 milioni di euro? Intanto, la Società Oftalmologica Italiana si prende l’applauso per aver fatto aprire l’inchiesta, barcamendosi in un duello in stile Davide e Golia.

Solo in Italia 1 milione di persone corre il rischio brutale di cecità a causa della maculopatia. Se facciamo due conti, un farmaco così caro ha fatto accumulare un bel bottino e al nostro Sistema Sanitario Nazionale è costato più di 45 milioni di euro nel solo 2012. Al di là di come ne uscirà chi siederà sul banco degli imputati, questa potrebbere essere la volta buona per sondare una tangentopoli in campo farmaceutico.

Spesso la marca” vince in farmacia molto più dei principi attivi del farmaco stesso. Nonno, trenta anni fa non avevi scoperto l’acqua calda. Purtroppo il trillo del tuo campanello d’allarme lo sentì solo una farmacista dei Campi Flegrei, per giunta paurosa e alle prime armi.

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