Nella vita

Rosario Pipolo alla trasmissione "Coccolina" (Napoli Canale 21, 1981)

Questo bimbo nella foto sono io a 8 anni alla trasmissione “Coccolina”, trasmessa dalla tv regionale Napoli Canale 21! Mi chiamo Rosario. E’ colpa dei miei genitori se sono “un vagabondo”. A dire il vero a definirmi così è stata la madre sciagurata di una mia ex ragazza! Papà e mamma mi hanno concepito in viaggio, sulla riviera ligure, ad una manciata di chilometri dalla Francia. Sono nato sotto il segno del Cancro, il 17 luglio di 36 anni fa: mi dicono che sono lunatico, ma sentimentale quanto basta per riportare la mia età anagrafica nel periodo del romanticismo. Ahimè, sono diventato occhialuto alla tenera età di tre anni e mezzo. Non mi dispiace dopotutto perché da “quattrocchi” si vede meglio la vita. Infanzia felice in provincia di Napoli, coccolato da nonno Pasquale e nonna Lucia, pecora nera della famiglia e il meno cattivo possibile con la mia sorellina Rossella. Una frana in matematica e dopo aver iniziato il liceo classico sono venute fuori le mie passioni: i viaggi e il teatro.

A 15 anni ho fatto il mio primo viaggio in Inghilterra e la mia vita è cambiata: destinazione vagabondaggio! Sono salito sulla sella di una “vespa rossa” PK50XL e me sono andato in giro alla ricerca di persone con le quali condividere la mia “irriequieta adolescenza”. I miei amici ascoltavano Vasco ed io sognavo con la musica di John Lennon e dei Beatles; i miei amici collezionavano figurine ed io facevo “la cresta” sulla spesa di mia madre per comprare biglietti a teatro, dischi e vhs; i miei amici rinunciarono al loro primo concerto, ed io minacciai di fuggire di casa se non mi lasciavano andare ad applaudire Paul McCartney al PalaEur di Roma: 24 ottobre 1989, una data indimenticabile.

Poi arrivò l’anno della maturità: Liceo classico Vittorio Imbriani di Pomigliano d’Arco. Quell’estate del ‘92, con Venditti che cantava “Notte prima degli esami” (il fim di Brizzi non mi è dispiaciuto) e una vacanza negli USA, mio padre impallidì: “Mi scrivo all’Università, ma di mestiere farò l’attore”. Povero papà, non avrebbe scommesso una cicca che mi sarei laureato con 110 e lode. Sì, ho i miei peccati di gioventù: animatore nei villaggi, attore di teatro e chi più ne ha più ne metta. La vità è una sola e bisogna alimentare le passioni. Per tanti anni mi sono fatto negare al telefono (mia sorella consultò un amico psicologo) per inseguire una mia nuova fiamma, il cinema: 4000 film in 10 anni sono stati davvero un elettroshock visivo! Così un bel giorno tra i riflettori del Festival del Cinema di Venezia e tanti concerti musicali, mi sono trovato a “scrivere” per mestiere. Quella è una malattia che quando ti prende non ti lascia più. Il contagio? Pericolosissimo. Oramai ero la disperazione dei miei genitori, anche dopo la laurea. Autobus fino a Londra, soste insonni sotto la casa del Nobel Harold Pinter, per trasformare la mia tesi in un libro, su cui migliaia di poveri studenti si sono cimentati.

Nel 2001 mi sono svegliato e ho detto: “Basta con Napoli, vado a vivere a Milano”. Una nuova vita, un nuovo lavoro, nuovi amici, nuove esperienze, culminate nel 2005 in un viaggio on the road negli States, percorrendo in più di un mese quasi 7.000 chilometri. Tutto questo mi è rimasto appiccicato addosso. Dal 2006 me ne vado a “cazzeggiare” in Europa per scrivere un libro, ma con la consapevolezza: tutto cambia intorno a me, ma io ho ancora voglia di restare quello di sempre, quel napoletano che “si prende poco sul serio”. Mi viene la pelle d’oca se ripenso ai genitori delle mie ex ragazze meridionali che hanno cercato in ogni modo di riportarmi giù e farmi cambiare. Per fortuna “il gabbiano con l’intenzione del volo” (Gaber dixit!) non si piega mai. 

Intanto, mio padre mi rimprovera a distanza: “Quando ti prenderai sul serio e mi regalerai un nipotino?”. Finalmente ho una casa tutta mia. Ogni volta che apro quella porta, ritrovo una parte di me: nelle vecchie foto, nelle canzoni, nelle pagine dei libri, in vecchi articoli o in alcune sequenze di film in vhs. Qualcuno dice che sono troppo nostalgico. Che volete farci, sono fatto così, nonostante sia consapevole che “il presente è un dono” e “il futuro un mistero”, su cui vale la pena scommettere.

Risposte

  1. riparo macchine fotografiche: serve aiuto?

  2. E’ fatt bbuon Rosà!

  3. Rosario … sei un grande!
    Ti abbraccio …

    gennaro
    TERRASONORA

  4. mi ha emozionato leggere la tua biografia.sei sempre stato particolare e sono felice che attraverso le tue parole mi sembra di vederti e di ammirare che sei uguale agli anni del liceo grandde Rosario .il tuo papà deve essere orgoglioso di questo figlio fuori dalle righe

  5. ROSARIO MI DISPIACE MA HAI SBAGLIATO ALLA GRANDE A GIUDICARE VALERIO SCANU IN UN MODO COSI SUPERFICIALE… PUO ANCHE NN PIACERTI MA OBBIETTIVAMENTE è UN CANTANTE ECCEZIONALE DA BRIVIDI,,,E COME VEDI HA UN INFINITA DI FANS E DI TUTTE LE ETA…

  6. Ho letto x caso ,gironzolone x natura sia nella realta’che in iternet,la tua biografia, ed ho letto alcune date importanti che hanno segnato la tua vita, ma nello stesso tempo tempo anche la mia .Anche io ho la passione della fotografia e x questo motivo globetrotter x natura, alla Vittorio Alfieri “Un di ’se non andro’sempre fuggendo di gente in gente…..”;ho letto il tuo articolo sui Pooh, e tutto il loro ultimo Tour con Stefano.
    Bravo in tutto cio’che hai fatto,Rosario. Spero di poter scambiare qualche con te anche su msn o su skype. Ti informo che vivo in Germania da parecchi anni ,ecco che capisco la vita da gironzolone. Ciao e quando hai tempo contattami, sempre che ti faccia piacere.

    Corrado

  7. UN CARO SLUTO A TUTTI .

    VEDIAMO DI CHE DBBIAMO SCRIVERE…
    NON CONOSCO IL VOSTRO SITO…

    FARò UN GIRO.
    CIAO.


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